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Quarta Edizione del Concorso Letterario "I giovani e la Costituzione"

dal Titolo

“Mi sono perso nel bosco?”

Per ragazzi delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado

Anno Scolastico 2014– 2015
Comune di Pianoro
A Cura dell'Associazione

Associazione Nazionale Partigiani d'Italia
"Franco Bonafede" di Pianoro

Con il patrocinio del Comune di Painoro

Presentazione del progetto

Il progetto si propone di coinvolgere gli studenti delle classi diplomande presenti nei Comuni sopra citati, nello svolgimento di un componimento individuale o di gruppo, partendo da un testo comune (il racconto “Mi sono perso nel bosco?”Allegato 1), a coronamento degli insegnamenti di "Cittadinanza e Costituzione" presenti nel programma ministeriale.

Si tratta di cercare una modalità di comunicazione attraverso la narrazione di un breve racconto di fantasia, al termine del quale ogni ragazzo si senta stimolato ad esprimere la propria opinione sull’attualità della nostra Costituzione es ull'importanza delle sue radici che affondano nella Resistenza degli antifascisti italiani e nella loro Lotta di Liberazione.Il titolo “Mi sono perso nel bosco?” è la metafora di uno smarrimento fisico accompagnato, per contro, dal riappropriarsi di una riflessione promossa dall’incontro casuale con il vecchio partigiano Italo, che avviene nei boschi del nostro Appennino.

A più di sessant’anni dall’elaborazione del testo costituzionale, il giovane protagonista si trova improvvisamente catapultato nella dimensione disumanizzante dell’occupazione e della violenza nazista e fascista, della fame, dei cumuli di macerie, del sibilo delle bombe dei liberatori, posto di fronte a scelte dolorose compiute da tanti ragazzi: combattere, nascondersi o scappare.

L’insistenza dell’anziano nel racconto è motivata dalla sua ricerca di comprendere cosa un ragazzo di oggi prova di fronte a questi avvenimenti. Sono solo eventi passati e irripetibili in Europa? Quando la memoria fisica degli ultimi vecchi si estinguerà cosa resterà di queste parole? Quando stiamo rispettando oggi quel modello di società che i padri costituenti sognavano per noi? Poi, con incursione nel nostro presente, il ragazzo è sollecitato dal partigiano a riflettere sull'oblio dei diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione da parte dei nostri governanti e sulle responsabilità collettive di noi tutti nella difesa attiva di tali diritti per noi e per le generazioni future.

La nostra Associazione è convinta che questa iniziativa possa contribuire in primo luogo a tenere accesa la memoria di fatti dolorosi avvenuti nelle nostre terre affinché il tempo dedicato al progetto possa suscitare nei ragazzi una riflessione personale o di gruppo più viva di quella che possa scaturire dalla lettura di un testo scolastico e, in secondo luogo, contribuisca a creare all’interno di ciascuno di loro un abbozzo di coscienza critica relativamente al rispetto vero e non formale delle parole della Costituzione nell’Italia del 2014/2015.

Modalità di partecipazione: la partecipazione al concorso potrà avvenire sotto forma individuale, a coppie o a gruppi (fino a 4 studenti insieme) per permettere di mettere in circolo idee e conoscenze e agevolare al massimo la partecipazione anche da parte di chi non si sente in grado di “competere” da solo.

Ipotesi di svolgimento operativo dell’iniziativa

Abbiamo ipotizzato lo svolgimento di un concorso che premierà:

  • ogni classe che avrà assicurato la partecipazione di almeno 5 componimenti verrà riconosciuto un “Premio classe”, consegnato all’insegnante per essere destinato all’acquisto di materiale scolastico;
  • i 3 migliori componimenti scelti nell’ambito di una graduatoria unica per tutti gli istituti partecipanti, consegnati direttamente agli studenti “autori”, nell’ambito di una festa finale durante la quale verrà consegnata ad ogni alunno copia della Costituzione Italiana.

Il concorso verrà presentato in ciascuna scuola interessata per lasciare un congruo lasso di tempo ai ragazzi per approfondire gli spunti che verranno forniti loro, individualmente o anche in gruppo.

Entro il 31/03/2015 i componimenti verranno raccolti dalle Insegnanti, dall'Associazione proponente (o inviati direttamente tramite posta elettronica) e verranno valutati da parte di una giuria.

La festa di premiazione finale, unica per tutte le scuole partecipanti, avverrà al Centro Giovanile "Pianoro Factory" di Pianoro Domenica 19 aprile 2015 alle ore 16.

Regolamento

Art.1 – PARTECIPANTI

Al concorso letterario potranno partecipare liberamente gli alunni che frequentano il terzo anno di un istituto secondario con sede nel Comune di Pianoro nell’anno scolastico 2014/2015.

Art.2 – MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE

A ogni partecipante sarà consegnata copia del racconto “Mi sono perso nel bosco?”, durante la presentazione del progetto che avverrà, a cura dell’Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (organizzatore), all’interno della struttura scolastica frequentata.
La continuazione del racconto sarà svolta dagli studenti in forma individuale, a coppie o a gruppi (fino a 4 studenti insieme), preferibilmente con l’uso di strumento informatico, nella massima libertà di composizione rispettando una lunghezza minima di 45 righe (grandezza carattere 11), sostanzialmente un foglio A4.
Si richiede inoltre la compilazione della ”Liberatoria per la partecipazione al Concorso” che conterrà tutti i dati identificativi del partecipante e dovrà essere firmata anche da un genitore o da chi ne fa le veci.

Art.3 – MODALITA’ DI INVIO DEL MATERIALE PER LA VALUTAZIONE

Il componimento e la Liberatoria potranno essere inviati congiuntamente agli organizzatori con le seguenti modalità:

  • consegnati all'insegnante referente per ogni classe.
  • via posta elettronica all’indirizzo mail concorso@anpipianoro.it
  • per posta ordinaria all’indirizzo dell’Associazione Nazionale Partigiani d'Italia Sezione di Pianoro "Franco Bonafede" di Via Roma 17 – 40065 Pianoro (Bo).

Art.4 – TERMINE DI INVIO

Il componimento e la Liberatoria dovranno essere spediti con le modalità di cui all’articolo precedente entro il termine massimo del 31/03/2015.

Art. 5 – VALUTAZIONE DEI COMPONIMENTI

I componimenti saranno numerati in ordine di arrivo e verranno consegnati a cura dell'organizzatore ai componenti di una Giuria senza alcuna indicazione degli studenti autori dei componimenti. I componenti della giuria verranno nominati dall'associazione organizzatrice.

Art. 6 - PREMIAZIONE

La premiazione riguarderà i primi 3 componimenti scelti nell’ambito di una graduatoria unica per tutti gli istituti partecipanti, votati dalla Giuria ed avverrà nell’ambito di una festa che si svolgerà Domenica 19 Aprile 2015 presso la sala del Centro Giovanile “Pianoro Factory” di Pianoro in Via dello Sport (di fianco allo stadio comunale) alle ore 16:00.
Inoltre a ogni classe che avrà assicurato la partecipazione di almeno 5 componimenti sarà riconosciuto un “Premio classe”, consegnato all’insegnante per essere destinato all’acquisto di materiale scolastico.
Nel corso della premiazione sarà consegnata a tutti i partecipanti copia della Costituzione Italiana.

Il Racconto

Mi sono perso nel bosco ?

Ho poca voglia di fare un pic-nic in pineta con i genitori e i cuginetti scatenati. Purtroppo credo di avere esaurito il mio repertorio di improbabili malanni improvvisi che, in altre occasioni, mi hanno consentito di restare a casa. Per fortuna, la pineta sopra l'abitato di Loiano è ampia abbastanza. Accendo l'inseparabile I-pod e parto salutando la compagnia vociante.
Quando il vento all'improvviso comincia a soffiare più forte tra gli abeti, spengo la musica e inizio a guardarmi intorno con più circospezione: il canto armonioso del bosco diventa un improvviso ululato.
Devo stare calmo, basta che allunghi il passo e torni indietro sugli stessi sentieri. Il cielo si scurisce e in lontananza ascolto i primi tuoni mentre alcune gocce d'acqua iniziano a penetrare tra gli alberi.
Inizio a correre ma inciampo in una grossa radice. Resto una manciata di secondi a pancia a terra con gli occhi fissi in avanti.
Adesso piove forte.
Gli scarponi verde militare di un uomo si fermano a pochi passi dalla mia testa.
«Ragazzo, cosa fai qui?» bisbiglia quella sagoma imponente uscita silenziosa dal folto del bosco, mentre piegandosi mi strattona per un braccio.
«Cosa succede? Mi lasci stare! Stanno arrivando i genitori e gli amici! Se ne vada!».
«Calmati, ho visto che sei spaventato e qui intorno so benissimo che non c'è nessuno. Pochi minuti fa ti ho sentito correre tra le foglie e cadere. Non potevo non intervenire. Mi chiamo Italo, vivo in questi boschi dal tempo della guerra.».
Le labbra spesse si aprono in un sorriso un po' sornione: «Fidati, fidati... Vieni con me che aspettiamo al coperto la fine del temporale. Tu hai bisogno di asciugarti. Seguimi.».
Mentre camminiamo verso una modesta casa di legno, osservo quell'uomo con più attenzione: ha la pelle abbronzata, un pizzetto bianco candido sotto il mento prominente e due occhi piccoli, neri e intelligenti. Le sue mani sono quelle tipiche di un contadino, grosse e callose. Indossa una tuta militare con stemma della“U.S. Force”e un cappellino di tela mimetica.
«Siediti, sei infreddolito, mettiti sulle spalle questo plaid di lana. Quando tornerà il sole ti porterò io nella zona delle panche per i turisti, stai tranquillo.»
Incuriosito da quello strano abbigliamento, gli domando se è un militare in pensione.
Sorride quasi malinconico: «Non proprio, ragazzo, non proprio. Ho dovuto imparare a sparare come un soldato durante la Resistenza. Sai, quando i fascisti uccisero mio padre perchè non voleva la tessera del fascio e duramente lottava contro i soprusi delle camicie nere, insieme ad alcuni compagni, decisi di rifugiarmi sui monti e unirmi a una brigata partigiana che era di pattuglia nella zona. Noi ragazzi appena arrivati facevamo le staffette per le comunicazioni logistiche con il comando alleato e le altre brigate.
Era pericoloso aggirarsi per queste zone: fascisti e nazisti rastrellavano costantemente boschi e abitati, mentre gli americani, dall'alto, lanciavano bombe per fermare l'armata di occupazione.»
I suoi occhi sono immensi nel passato, ricordi affiorano vivi e Italo continua il racconto.
Non oso interromperlo: la storia non l'ho mai ascoltata da chi l'ha vissuta.
«Tutto intorno, non c'erano le case e le strade che tu ben conosci, ma macerie e distruzione. Ma dopo lunghe battaglie e dolorose lotte finalmente la tanto attesa Liberazione arrivò. Da questo punto, la storia la conosci anche tu... non è vero?» Ancora stupito dal racconto, mi rendo conto di non conoscere poi molto della Seconda Guerra Mondiale e del primo dopo guerra; così, chiedo a Italo cosa ha fatto dopo la Liberazione. Il suo volto si apre in un sorriso: «Nei mesi successivi all'Aprile del '45, si lavorava senza sosta per la ricostruzione del Paese. Ci si aiutava e si cercava di ricominciare insieme. Ma la cosa più bella che venne creata dopo la guerra fu questa...»
Con un gesto mi porge un libro consumato. Mi guarda interrogativo e mi chiede se so cosa sia.
Apro il libro: al centro della pagina ingiallita dal tempo, leggo ad alta voce «Costituzione della Repubblica Italiana.» In basso a destra c'è una data, 1 gennaio 1948 e sul lato del foglio è scritto in un colore quasi indefinibile: «Al mio amico Italo». La firma è, però, illeggibile.
Guardo Italo e provo ad abbozzare un discorso: «Conosco solo alcuni articoli che fanno parte dei principi fondamentali. Mi piacerebbe capire come sono nati quei testi».
Italo riprende: «E’ stata un’esperienza unica e inimmaginabile: giovani, donne e uomini brillanti sopravvissuti alla guerra discussero insieme nella consapevolezza di lavorare per gettare le basi di una nazione libera e democratica. Dovevano garantire l’impossibilità che potesse ripetersi in futuro quella tragica esperienza di dittatura. Liberali, socialisti, comunisti e cattolici erano portatori tutti di un unico grido: «mai più l’orrore del passato».
Lo interrompo meravigliandomi di me stesso: «Quanto mi hai detto è chiaro. Ma Italo, qual è secondo te, l’articolo più rappresentativo, quello al quale sei più legato?”.
L’uomo mi guarda negli occhi: « Senza dubbio l’articolo 3. Leggilo. »
Lo cerco sfogliando le pagine con il timore di romperle: « Ecco. Articolo 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.» Lo rileggo con gli occhi mentre Italo mi dice: « Ragazzo, nella prima parte è espresso il principio generale di uguaglianza dei cittadini, ma è nella seconda parte, il contenuto davvero unico e rivoluzionario: la Repubblica si assume, per la prima volta, il compito di eliminare le cause che concretamente impediscono il pieno sviluppo socio-culturale di ogni individuo. Non ci può essere vera democrazia finché sussistono disuguaglianze economiche e sociali tra i cittadini, capito? »
Accenno una risposta affermativa con il capo ancora assorto in tutto ciò che mi ha raccontato Italo.
« Ma adesso, dimmi una cosa tu, quanto senti ancora vicino a te queste idee, questi progetti di società a dimensione d’uomo? Che cosa, secondo te è stato irrimediabilmente perduto di quegli anni e che cosa si potrebbe ancora rivivere?».
Non capita spesso che un adulto dialoghi con me su questi temi. Sono emozionato e fiero di poter esprimere quello che sento proprio al partigiano Italo.
Inspiro profondamente e inizio...

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